Scacchi & pubblicità

Cosa sono gli scacchi? A questa domanda è stato risposto in vari modi da scacchisti, letterati e così via, ma visto che il tema del nostro articolo riguarda l’uso degli scacchi nelle pubblicità, ricordiamo soltanto quello che disse Raymond Chandler (il creatore del detective Philippe Marlowe):

Gli scacchi sono il più cospicuo spreco di intelligenza umana che si possa riscontrare al di fuori di un’agenzia di pubblicità.

Raimond Chandler

Nel corso degli anni sono state molte le agenzie di pubblicità che hanno usato, ed usano ancor oggi, gli scacchi per propagandare i prodotti più disparati.

Per esempio con lo slogan “Fai la mossa giusta! Scegli xxx”, sono state realizzate molte pubblicità soprattutto per Banche e Case automobilistiche.

Un altro slogan molto usato è “Scacco a …” utilizzato in modo particolare da Aziende farmaceutiche (per esempio: scacco al raffreddore: usa il prodotto xxx) e anche da Associazioni umanitarie per raccogliere fondi (per esempio: scacco alla fame! Dona …). Ma non solo: anche le nostre Poste anni fa hanno lanciato una campagna promozionale con lo slogan “Dai scacco alle spese in due mosse”.

Gli scacchi sono stati utilizzati anche da varie case di moda, che a volte hanno anche realizzato pezzi e scacchiere: per esempio Loro Piana, Moschino, Prada. Anche Svarowsky si è cimentata nella realizzazione di un set completo.

Quasi sempre non c’è alcuna attinenza tra gli scacchi e il prodotto reclamizzato, ma gli scacchi vengono utilizzati pensando soprattutto al cosiddetto ‘grande pubblico’ che secondo il classico ‘immaginario collettivo’ vede gli scacchisti se non come veri e propri geni almeno come persone con una intelligenza superiore.

Ecco allora la nota pubblicità di EstaThe, in cui si vede un gorilla che gioca con un ragazzo e lo batte. L’idea della scimmia che gioca a scacchi e vince non è nuova, ma è sempre coinvolgente, proprio con riferimento allo scontro tra cervelli.

E poi dalla scimmia alla macchina, al computer: ed ecco la recente pubblicità dell’Amaro Montenegro, con un robot che batte gli umani in vari sport e il primo esempio sono proprio gli scacchi. Se non altro in questo caso gli scacchi vengono interpretati come sport, cosa che (purtroppo) accade di rado.

Una delle prime pubblicità scacchistiche è quella per una marca di sigari basata su un ‘testimonial’ d’eccezione, ovvero nientemeno che il celebre campione Paul Morphy: ed eravamo nel 1859!

Il supporto dei ‘testimonial’ è stato poi utilizzato in numerose campagne pubblicitarie anche in tempi recenti recenti: dal trio Aldo Giovanni Giacomo per la TIM, al duo Ale e Franz per Conto Arancio, fino al calciatore Francesco Totti per Smartphone. Chissà se i ‘testimonial’ sanno davvero giocare …

A questo proposito, una pubblicità che possiamo vedere in queste settimane in televisione è quella che vede Rovazzi testimonial per ‘Zzz Quil Natura’: nel momento culminante di una partita con i due giocatori apparentemente in difficoltà su come proseguire, arriva Rovazzi che dà scacco matto in una mossa. La voce fuoricampo chiede “Un genio?” e si risponde “no, ha solo dormito meglio…”

Bastasse dormire meglio per vincere una partita …

Un aspetto negativo di molte pubblicità basate sugli scacchi è che molto spesso la scacchiera e i pezzi non sono posti in posizione corretta e l’eventuale partita non ha uno sviluppo coerente.

Sono infatti molte le pubblicità in cui la scacchiera è messa nella posizione ‘sbagliata’, cioè con in basso a destra dei giocatori la casella nera e non quella bianca; e molte anche quelle in cui il Re e la Donna sono scambiati di posto e a volte anche i Cavalli e gli Alfieri. Bah! Ci vuole così tanto a chiedere una consulenza o almeno un consiglio ad un ‘esperto’?

Spot Provincia Bolzano contro Covid-19

Prendiamo per esempio il video realizzato dalla Provincia di Bolzano qualche settimana fa favore della vaccinazione anti-Covid19. Un video di per sé bello, con una partita che si sviluppa in tutta la sua interezza dall’inizio fino allo scacco matto finale. Purtroppo, e lo diciamo con vero dispiacere, si parte con la scacchiera messa in posizione sbagliata.
Probabilmente il ‘non scacchista’ non se ne accorge neppure, ma per uno scacchista la cosa è davvero disturbante, dà quasi una sensazione di nausea… C’è da chiedersi come sia possibile che nella Agenzia di pubblicità cui la Provincia di Bolzano si è affidata non ci fosse nessuno con un minimo di conoscenza delle regole base degli scacchi. Ovvero come sia possibile che a nessuno sia venuto in mente di far vedere il video ad uno scacchista per una consulenza. Quasi quasi c’è da sperare che l’Agenzia non sia stata pagata!!

Comunque a volte succede che un ‘esperto’ sia consultato: per esempio io stesso una volta sono stato chiamato a fare da consulente per uno spot pubblicitario; il regista mi disse che voleva una situazione in cui uno dei due giocatori in vista dello scacco matto ‘mangiava’ nel senso più letterale del termine uno dei pezzi avversari e così evitava il matto… Non potei esimermi dal commentare: “un po’ un assurdo”, ma il regista replicò: “È per questo che ho chiesto l’intervento di un esperto!”

Così alla fine trovai la soluzione: Nero con il fianchetto sul lato di Re senza l’Alfiere, il Bianco con Pedone in h6 e Donna in f6. Matto imparabile? Sì, anzi no: squilla il telefonino di uno spettatore, tutti si voltano per vedere chi fosse il ‘fedifrago’, così il giocatore con il Nero ne approfitta per prendere il Pedone h6 e mangiarselo! Ovviamente il Pedone era di cioccolato…

Da segnalare anche in senso positivo lo spot di 30 secondi realizzato tempo quando fa ci fu un momento in cui era particolarmente accesa la discussione sul nucleare. Lo spot era incentrato su una partita a scacchi nella quale erano di fronte due giocatori portatori di due tesi diverse, una favorevole al nucleare ed una contraria: man mano che muovevano esplicitavano le proprie ragioni.

Va sottolineato che per la realizzazione di questo spot venne coinvolto un circolo scacchistico che fornì la consulenza tecnica.

Dalla televisione alla carta stampata per segnalare una pubblicità dell’UPA (Unione Pubblicitari Associati) che appare in questi giorni per lanciare un ‘Master di diritto della comunicazione commerciale’, corso accreditato presso l’Ordine degli Avvocati.

La pagina è illustrata da alcuni pezzi degli scacchi e ancora una volta non è chiaro quale sia l’attinenza con il contenuto della pubblicità. Però la pagina mi ha fatto ricordare che il Nostro Gioco è apprezzato particolarmente nel mondo dell’economia e della finanza e sono davvero tanti gli scacchisti che lavorano nelle SIM, nelle società finanziarie e similari, tanto che fino a poco tempo fa anche l’AD della Borsa di Milano era scacchista (per la precisione Candidato Maestro). E forse qualcuno ricorderà che il 23 ottobre 2015 nel palazzo della Borsa di Milano fu organizzato un convegno dal titolo “Scacchi e Finanza”. La presenza del milanese Brian Pallas, fondatore di Opportunity Network, un social allora valutato oltre 100 milioni di dollari, richiamò un folto pubblico, anche di non scacchisti. Nell’occasione i relatori hanno evidenziato come l’approccio strategico e tattico a finanza e al gioco degli scacchi rimanga molto simile e decidere come e su cosa investire, quanto rischiare, quando difendersi e quando attaccare, siano considerazioni che si adattano sia all’investitore in borsa sia allo scacchista.

E poi ancora nel “Salone del Risparmio” del 2017 per i due giorni fu possibile giocare a scacchi allo stand Aequitax. Un Maestro era a disposizione dei visitatori, e giocava anche in ‘simultanea’ su 2 o 3 scacchiere contemporaneamente, con grande stupore di chi passava (e non sapeva giocare). Ricordiamo, come riferimento tecnico-agonistico, il celebre Ignatz von Kolisch (Bratislava, Slovacchia, 6.4.1837 – Vienna, Austria, 30.4.1889) che tra il 1860 e il 1870 fu uno tra i primi quattro giocatori di scacchi al mondo. E tuttavia prima che scacchista fu soprattutto un uomo d’affari: grazie ad una innata abilità finanziaria, infatti, diventò milionario.

Concludiamo questa nostra rapida panoramica, che chi fosse interessato potrà facilmente approfondire con una ricerca su internet, con una constatazione: rarissimamente le aziende che utilizzano gli scacchi per la propria pubblicità poi sponsorizzano eventi scacchistici. Una eccezione sembra essere la Establishment Lab che sponsorizzerà nel 2022 i tornei femminili della FIDE, la Federazione Internazionale degli Scacchi.

A questo proposito, la FIDE ha sottolineato che i finanziamenti copriranno l’intero 2022, proclamato “Year of Woman in Chess” (Anno delle Donne negli Scacchi).

Per la cronaca, la Establishment Lab è un’azienda che produce protesi per l’aumento del seno.